Storie e Leggende:  Da oggi iniziamo come un avventuriero, ad esplorare tutta Italia attraverso storie, miti e leggende. Partiamo dalla liguria di ponente, a confine con la Francia dove troviamo Dolceacqua e la sua michetta…

66579_286822454762342_2114788814_nDovete sapere che in questo borgo medievale vi è una festa molto importante il 16 agosto: “il giorno della festa della michetta”. Si, forse avrete intuito a cosa si riferisce, ma non pensate male c’è una storia molto più interessante, divertente e misteriosa dietro.
La michetta è il dolce tipico di Dolceacqua un perfetto miscuglio di farina, uova, zucchero e olio extravergine d’oliva, lo possiamo gustare tutto l’anno, è soffice e dolce… una vera delizia per il palato.

Ma qual’è la sua origine?

Torniamo indietro nel tempo al 1300 quando Dolceacqua era governata dal marchese imperiale Doria, che reintrodusse la LEGGE “jus Primae Noctis”, la quale imponeva alla novella sposa di giacere la prima notte di nozze con il duca o barone del paese. Il potente signore posò gli occhi su una bella fanciulla in procinto di sposarsi, il suo nome era Lucrezia e il suo sposo si chiamava Basso. Si sposarono in segreto per sfuggire all’imposizione data dal marchese, ma egli li scoprì e  durante i festeggiamenti le guardie sequestrarono Lucrezia, fu portata nel suo castello e trascinata a forza nell’alcova del tiranno. Lottò con tutte le sue forze per non pagare il tributo. Il marchese la punì rinchiudendola nelle segrete del castello sperando nella sua arresa e che quindi si sottomettesse al suo volere, ma Lucrezia non cedette e si lasciò morire di fame e sete.
I popolani venuti a sapere della notizia complottarono contro il marchese capeggiati da Basso, con uno stratagemma e l’aiuto di qualche guardia interna, Basso riuscì ad addentrarsi nel castello raggiungendo la stanza del potente e puntandogli un coltello alla gola facendogli giurare di abolire l’editto. E così fu!
Le donne del paese per ricordare la fanciulla martire e festeggiare la propria liberazione decisero di creare un dolce; impastando e creando numerose forme, fin quando la più maliziosa individuò in una delle sagome di pasta un’ evidente allusione alle parti intime femminili ed esclamò: “Sachì le che che ghe va (questa è quella che ci vuole), la chiameremo “michetta”. Preparato il tutto, le donne si precipitarono in piazza gridando:” Omi, au, a michetta a damu a chi vuremu nui (uomini, adesso la michetta la diamo a chi vogliamo noi)”.

E da questa storia nacque la festa della michetta, festeggiata ancora oggi da quel giorno a questa parte anche dopo 700 anni. Lucrezia è considerata l’ eroina di Dolceacqua, la liberatrice delle donne del paese. Durante questa festa si possono degustare le michette accompagnate dal vino Rossese di Dolceacqua, e divertirsi con le bande musicali del paese.

Così si conclude il nostro primo racconto, Dolceacqua ti aspetta!

Progetto Alternanza Scuola Lavoro
scritto da Michela Poretti & Viola Fanali

Liceo Linguistico G.D. Cassini, Sanremo

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