Pieve di Cadore: Terza Tappa

Mi hanno fissato una data a Pieve di Cadore, nelle Dolomiti venete. Non ci sono mai stato. Mi devo organizzare, non sono posti che si raggiungono facilmente quando non hai un’automobile. Tuttavia, ci sono anche le coincidenze, le casualità, la fortuna. Per essere onesti, nella mia realtà, non esistono, non credo che le cose capitino per caso. Ogni tanto torno a guardare quel video speciale su Youtube dove Steve Jobs, che laureato non era, fa il discorso ai neolaureati di Stanford. Anche nella sua realtà non c’era spazio per il caso.

Quando abbiamo deciso di essere felici, capitano cose. Silvia è di Cortina, ha gradito la mia musica e, soprattutto le chiacchierate.  Abbiamo passato la notte insieme. Si trova a Livigno su invito di Elena, sua amica da tanti anni, in crisi per il matrimonio che sta finendo ed il vuoto che si prospetta. Si è offerta di darmi un passaggio, rimanendo da lei, a Cortina quanto fosse necessario. Una bella sorpresa che la Vita mi ha fatto. Accetto con entusiasmo. Ho passato molti anni con una persona meravigliosa e problematica. Mi ha regalato momenti che non potrò dimenticare ma aveva un bisogno infinito della mia energia vitale. Il distacco è stato lungo e doloroso, probabilmente non ancora terminato, se mai lo sarà, ma è arrivato il momento di voltare pagina. Una scelta di testa più che di cuore. Non si ricostruisce sopra le macerie, prima vanno rase al suolo, poi, nel caso, si fa un nuovo progetto. La mia strada per la felicità non è solo discesa. Le salite sono impegnative, ma non bastano a farmi rinunciare.

Quella che mi aspetta a Pieve di Cadore non è una serata come le altre. È una festa preparata da don Ciotti, nato in quel paesino di montagna. Ci saranno molte persone e molta musica. Chi mi organizza tutto questo ritiene sia un ottima vetrina, il che significa che sarà gratis. Lo faccio volentieri. Mi piace il format. Musica dovunque. Ogni angolo ne genera un tipo. Pieve di Cadore sarà per una sera il centro della musica nelle Dolomiti. Facciamo colazione e partiamo verso Cortina. Il viaggio è meraviglioso. Passiamo da Merano, poi giù fino a Bolzano, ancora su fino a Bressanone, poi Brunico e giù per l’ultima volta fino a Cortina. Abbiamo attraversato l’Alto Adige. Se avrò una serata in quei posti, sarà una occasione per visitarli, altrimenti… andrò comunque. Durante il tragitto, Silvia ha parlato molto di come intenda vivere. Tutto è iniziato con un libro che proponeva un modo diverso di vedere la realtà, spiegato in modo scientifico e razionale, con un linguaggio vicino a lei, senza le esaltazioni esoteriche che generalmente abbondano in questo tipo di scritti. Credere che la felicità sia una scelta ed arrivi se la chiamiamo, non è un esercizio di fede ma una costante verifica reale giorno per giorno. Le cinque ore sono volate. Saliamo in casa. Suono per lei, questa volta improvviso. Sarà anche questa una splendida nottata.

La mattina, Silvia ha deciso che vuole stare ancora un po’ con me e questa scelta non mi infastidisce affatto. Mi da un passaggio fino a Pieve di Cadore. Sa che voglio arrivare prima, suonare per conto mio, vedere gente. Lo sa e le piace. Arriviamo da Via Nazionale. Quando diventa via XX Settembre ci offre un parcheggio subito, vicino al posto del taxi.

Pieve di Cadore

Chiude la macchina e mette l’antifurto anche se sa che è perfettamente inutile. A piedi torniamo indietro e prendiamo via Arsenale. Fatti pochi passi, sulla sinistra, una casa diversa dalle altre, vecchia ma ottimamente tenuta, una scala che porta al balcone del primo piano. È la casa natale di Tiziano Vecellio, il pittore-imprenditore, maestro cinquecentesco dell’uso del colore.

Rifiutò l’offerta di Papa Leone X di trasferirsi a Roma. Sarebbe stata la sua consacrazione professionale. Preferì mantenere le radici nella sua terra di origine. Fu un protagonista di quel periodo tutto italiano che riaccese la luce al mondo dopo l’oscurantismo medievale. Alla fine la luce torna sempre. Mi siedo sulla panchina vicina alla scala di legno che porta al primo piano. È il momento di “shake your moneymaker” di Elmore James. Un maestro per un maestro. Il mio piccolo personale tributo. Silvia è sempre li. Restiamo ancora un po’ e poi iniziamo un giro partendo da Piazza Tiziano fino al municipio, poi nelle stradine che si inerpicano tutto intorno al paese. I preparativi della festa sono a buon punto. Ci sono piccoli spazi attrezzati ovunque nel paese, ciascuno per un genere di musica, amplificatori, luci, punti luce. Il format è davvero bello.

Mi siedo su una panchina sotto la statua di Tiziano nella sua piazza. Sono panchine in ferro, non molto comode. Silvia si allontana. Si siede sui gradini bianchi del palazzo del Museo Archeologico della Magnifica Comunità del Cadore. Le Dolomiti sono li sopra. Montagne incredibili. Propongono paesaggi improbabili, difficili da riprodurre in fotografia, meno che meno nei video. Non sono cose da vedere, sono cose da vivere. Eppure sono pietre. Inizia la sera. La luna si vede già dal pomeriggio. Anche lei è un punto di riferimento da sempre per le persone. Non si contano le opere dedicate o dove sia protagonista. Canzoni, libri, film, poesie. Il simbolo dell’amore romantico non è altro che un sasso morto nello spazio gelido. La Luna come le Dolomiti, ci danno sempre qualcosa anche se sono fatte di un materiale che non vale nulla. Non conta mai il messaggero, conta il messaggio. Il mio blues è solo aria che vibra, piccole onde invisibili che trasportano sul loro niente qualcosa che fa stare meglio. Sassi e aria è la ricetta di questa sera, due delle cose più disponibili in natura, senza cercare l’impossibile.

Ed il sorriso di Silvia

Livigno, la seconda tappa

Rhêmes-Notre-Dame, la quarta tappa

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