Due settimane dopo la festa dei furgari, il Corteo Storico di San Benedetto

Questa è la domenica che aspetto tutto l’anno. Ci alziamo presto, ci vestiamo in fretta e poi si va di corsa al rione. Non sono di Taggia, non sono affezionato ad una contrada in particolare, ogni tanto cambiamo, ma quest’anno è davvero particolare. Papà è stato invitato da Santa Lucia, un quartiere un po’ in alto, vicino al castello. Santa Lucia non partecipa al corteo storico da molti anni, papà dice che è perché in questo rione ormai sono rimasti pochi i taggiaschi. Credo che vogliano tornare a partecipare ma servivano persone. Pietrone si è preso la briga di organizzare tutto. Mio papà sarà il Principe (non mi ricordo di cosa), mia mamma una dama, io e mia sorella facciamo i paggi.

San BenedettoAbbiamo provato la parte tante volte nei giorni scorsi, un po’ come tutti gli abitanti di Taggia. Non abbiamo provato i costumi, Lucia ci ha solo preso le misure qualche mese fa. Ce li danno questa mattina. L’ultima sera c’erano anche le signore del coro di Ceriana. Non ci ho capito niente nelle canzoni, ma mi piace molto sentirle.

Facciamo colazione. Mamma da a tutti una maglietta di lana e cotone che ha comprato al mercato. Fa sempre un gran freddo anche se i vestiti sono pesanti. È scollata, non si deve vedere, altrimenti quelli che giudicano se siamo vestiti correttamente come uomini e donne del cinquecento ci penalizzano e poi non si vince niente.

Usciamo tutti. È sereno ma fa un freddo becco. Il ponte sull’Argentina è pieno di cavalli. C’è un sacco di gente che gira con gli elmi in testa, le spade e i fucili che si usavano in quel tempo. Sembra di essere nel medioevo. È così tutta Taggia. Passiamo l’obelisco, entriamo nel “Pantan”, uno dei rioni che ci faranno concorrenza. Loro quest’anno hanno barato. Le persone di Taggia le hanno messe a fare il contorno, mentre i protagonisti dell’ambientazione (è una scenetta ma a Taggia si offendono se non la chiami così) sono attori del Banchero, il teatro di Taggia. Mi sa che vincono loro. Sarebbe comunque una novità, vince sempre “’L’Orso” del maestro Cirimele.

Sotto i portici entriamo in una porta. Al primo piano c’è un gran casino. Separano i maschi dalle femmine. Io e mio padre da una parte, le donne dall’altra. Ecco i costumi!!!! Lucia, la sarta, mi viene vicino, mi guarda, prende da quel mucchio un vestito viola. Mi chiede se mi piace. È bellissimo. Me lo da insieme alle scarpe. Ci sono altri bambini, siamo tutti vestiti con colori diversi, ma a me hanno dato anche un piccolo pugnale da portare legato in vita. Stanno vestendo mio papà da Principe. Farà la sua figura ma non lo fanno parlare. Ci hanno provato, ma non si ricorda le battute, quindi starà zitto, si prende la spada sulla testa per l’investitura dal Cardinale (che è Pietrone), fa la passeggiata nel rione e finisce li. Le ambientazioni durano sempre dieci, quindici minuti e vengono ripetute continuamente, così i turisti possono girare per diversi rioni e vedere tante scene di vita del medioevo di Taggia.

Mia mamma e mia sorella sono sedute davanti allo specchio, le parrucchiere stanno facendo l’acconciatura. A Michela fanno i boccoli anche se non è bionda.

Quest’anno ci sono un sacco di “servi della bleba” (mi ha detto mia mamma come si chiamano ma non so se si scrive così), in pratica sono i poveracci del medioevo. Sono vestiti di sacchi e girano scalzi. L’anno scorso nel pomeriggio, a metà corteo, è venuto un temporale con la grandine. Eravamo distanti dai camerini e tanti hanno fatto la strada con i piedi a bagno. Dopo tre giorni tutti a letto col raffreddore. Quest’anno è sereno quindi fa freddo ma non dovrebbe piovere.

Intanto io e papà andiamo al rione. Ci stanno aspettando le signore che cantano di Ceriana. C’è un tavolo con i canestrelli i biscotti di Taggia (quelli con i semi di finocchio e anice) e la sardinara. Facciamo colazione e poi andiamo alla nostra posizione. Alle 10 iniziano le ambientazioni e non si può sgarrare, passa la giuria a tradimento e scrivono. Se siamo stati bravi, vinciamo.

È tutto pieno di cavalli. Dicono che al rione Bastioni hanno fatto qualcosa di grandioso. Camminare nei carrugi con tutto quel ciottolato non è facile, se poi si riempie di cacca di cavallo è anche piu difficile.

Dai Domenicani hanno costruito un’osteria proprio davanti al convento. Papà dice che qualche anno fa, il padre di un suo amico, ha trovato in campagna una piccola vite strana e l’ha trapiantata. Quando è cresciuta ha visto che era il vitigno del moscatello di Taggia, un vino che non esisteva da tanto tempo ma che era famoso due secoli fa, uno dei vini preferiti dal Papa. Da quella piccola vite ne sono nate altre e papà dice che adesso i contadini ne hanno abbastanza per rifare quel vino che si era estinto. Nell’osteria dei Domenicani lo faranno assaggiare.

bambini a San BenedettoSono le 10. Si comincia. È bellissimo vedere le persone che vengono a vederti, ti chiedono cosa stiamo facendo (Pietrone ci ha detto le cose da spiegare), vogliono fare le foto con te che sei vestito da bambino del cinquecento. Loro si divertono, ma io mi diverto di più.

Sono le 11, ci hanno avvisato che sta arrivando la giuria. Lucia ci controlla i calzini, le magliette, tutti i particolari. Se vogliamo vincere dobbiamo essere perfetti.

Quello alto lo conosco, è sempre in televisione a parlare di storia. Hanno i loro diari e scrivono, prendono appunti. Non so se è bene o male. A me sembra di essere perfetto.

Quando vanno via, facciamo l’ultimo giro dell’ambientazione e poi torniamo al Pantan. Lucia e le altre signore del rione hanno preparato da mangiare. Pastasciutta al ragu. Andiamo tutti a mangiare, ho una fame pazzesca, ma non dobbiamo esagerare. Alle 2 inizia il corteo. Siamo arrivati. Non si mangia a tavola ma piatti di plastica in mano e un gran tovagliolo davanti altrimenti macchio il vestito.

Lucia è brava anche come cuoca, la pastasciutta è buonissima. Ne mangio 2 piatti, ma devo fare in fretta. Andiamo tutti davanti alla Chiesa della Madonna Miracolosa, quella con la statua della Madonna che gira gli occhi.

Prendiamo posizione. Sono tutti davanti. Abbiamo i cavalli anche noi oggi pomeriggio. Aprono il nostro rione, poi i poveracci, i nobili, il Cardinale (che è sempre Pietrone) vicino al Vescovo (che è Roberto), dietro ancora mio papà e noi paggetti.

Roberto è abbelinato. Sembra un vero prete. Ha i capelli brizzolati, è vecchio, il pizzetto, quando cammina con la mano fa il segno della croce, come a mandare benedizioni. La gente dalle transenne lo scambia per uno vero, si fa a sua volta il segno di croce e chiede di potergli baciare l’anello che ha al dito.z

Roberto si diverte come uno scemo. Al Corteo Storico è un vescovo, gli altri giorni dell’anno vende sigarette.

Dopo aver fatto due giri di Taggia, aver salutato un sacco di gente, arriviamo tutti nella piazza per la premiazione. Sul palco parlano le persone importanti, c’è il sindaco, c’è il vescovo vero, ci sono altri che non conosco, ma parlano tutti. È pallosissimo, finche non prende il microfono il presidente della giuria per dire chi ha vinto. Siamo tutti li in attesa. Migliori costumi e migliore ambientazione.

Cominciano a dire i nomi. Migliori costumi. Terzo … SANTA LUCIA… BELIN SIAMO NOI!!!!!! ABBIAMO VINTO!!!!!! Qui saltano tutti. Lucia piange. Fa la sarta ed ha curato lei i costumi per tutti noi. Ci ha lavorato un anno intero. L’abbracciano tutti. Ha voluto far rinascere Santa Lucia, ha fatto i costumi e adesso, alla prima uscita, terzo premio. Qui piangono quasi tutti.

Mi sono perso gli altri, ma credo Ciazzo e Bastioni.

È il momento dell’ambientazione, Terzo… San Domenico. Avranno assaggiato il moscatello dal Convento. Secondo … “Camin de l’ursu” … primo … “Pantan”

Per forza, hanno usato i professionisti del teatro del Banchero!!! Il Maestro Cirimele non ha vinto quest’anno ma è arrivato comunque secondo. La banda va avanti a suonare, c’è ancora gran casino, ma è arrivato il momento di andare da Lucia e cambiarsi. Quando entriamo, per festeggiare, hanno preso canestrelli, biscotti di taggia, sardinara, torta verde e farinata. Siamo stati fortissimi. Pietrone che ha organizzato tutto, non smette di ridere e bere, Roberto non benedice piu nessuno, mangia un pezzo di sardinara dietro l’altro. Mio papà e mia mamma non si tirano indietro. Anche io e michela non ci facciamo pregare. Davanti alla sardinara il resto viene dopo.

MADEIRA, L’ISOLA GIARDINO

MADEIRA, L’ISOLA GIARDINO

MADEIRA L'ISOLA GIARDINOMadeira vi aspetta, il giardino del Portogallo, un' isola da visitare per la bellezza dei suoi paesaggi e dei lussureggianti giardini a picco sul mare 5 giorni per un breve viaggio di gruppo a Madeira. 4 notti in hotel a Funchal da dove,...

VIAGGIO DA BARCELLONA A MADRID

VIAGGIO DA BARCELLONA A MADRID Viaggio da Barcellona a Madrid, proponiamo un itinerario classico attraverso la Spagna. In tutta libertà sarete voi a guidare e a dettare i tempi delle soste e come costruire il viaggio da una tappa all'altra. Dedicato a chi ama...

Condividi: