Sanremo

Quando metti fuori il naso dal tuo paese, la prima cosa che ti chiedono è … “di dove sei?”. Noi di Sanremo rispondiamo orgogliosi e sinceramente. A quel punto scatta la seconda domanda che, anche con sfaccettature diverse, riguarda inevitabilmente il Festival. Cioè, tanto per chiarire, non è che qui si viva solo per quello, ma è il motivo per cui Sanremo è conosciuta nel mondo e quindi, rispettando il mugugno che qui è religione, guai a chi ce lo tocca.

Il martedì ed il sabato non trovi un parcheggio che sia uno e dallo stadio, all’entrata est, fino al centro, occorrono almeno 3 anni luce. È per via del mercato affollato di francesi. Il sanremasco lo sa e si comporta di conseguenza. Durante il Festival, è martedì ogni giorno, con la differenza che come metti il naso in rondò Garibaldi, a due passi dall’Ariston, inizi a sentire musica e respirare la festa.

festival di sanremoCacci la macchina dove riesci e via verso Piazza Colombo. Per una settimana quello è il centro del mondo. Saremo, la mia città, è la capitale d’Italia. Come ti giri senti parlare con tutte le inflessioni anche se il romanesco la fa da padrone. Ecco, siamo davvero la Capitale.

In Via Palazzo, una piccola stradina pedonale che parte da Piazza Colombo, c’è il santuario della cucina povera ligure, torta di carciofi, di zucche o zucchine, farinata e sardinara. SARDINARA. Poi entri, orgoglioso della tua sanremaschitudine (una precisazione per i Foresti… chi è di Sanremo da generazioni, nato li, cresciuto li, attaccato a li, è un sanremasco, tutti gli altri sono sanremesi) e inizi ad assumere la tua dose giornaliera di profumi. Non esiste la modica quantità per la torta di zucchine.

Sei pronto a tutto in quei giorni. La settimana prima non vedi anima viva in giro dopo mezzanotte, adesso invece, a mezzanotte, inizia la vita, trovi artisti che cantano per piacere e non per lavoro nei vari pub della città. Sono tutti qui, dai più improbabili ai più bravi. Tra una settimana si ritorna al solito andazzo.

Sei pronto a tutto ma quando entri alla Tavernetta, con quell’esposizione di munizioni da bocca, hai lo spirito pronto ed il corpo che lo segue. Stai per chiedere… “un pezzo di sardinara” … e quello prima di te improvvisa un …”me lo da un pezzo di pizza?”. Se ti monta la carogna, è il momento che capisci di essere sanremasco. Non c’è festival che tenga. Non si può chiamare “pizza” la sardinara. Proprio non si puo.

Arrivano da tutto il mondo. Quest’anno, con l’apertura delle prenotazioni via Internet, richieste dal Canada, Cile, Sudafrica… da ogni dove. Troveranno una Sanremo piu pulita degli altri anni in molti sensi, troveranno accoglienza, caldo, festa e tanta tanta musica.

Tuttavia continueranno a chiamare “pizza” la sardinara, e questo un sanremasco come me proprio non lo capisce.

Condividi: